Black Tuesday

La coscienza sovversiva di una novella mai scritta

Non ho tempo

…è inutile, non lo trovo.

Gennaio 22, 2009 Pubblicato da Dirty Harry | Uncategorized | | Ancora nessun commento.

Amensia

Ho dimenticato il colore della terra per questo motivo unico ed inoppuganbile ti assicuro che le sillabe si susseguiranno assurde, ottuse e terribilmente onerose.

Maggio 10, 2008 Pubblicato da Dirty Harry | prosa | | Ancora nessun commento.

Ombre

Eppure, ancor oggi, mi sorprendo a pensarti, mentre un grillo sagace mi avverte che il sole cala, la marea ritorna e questa sera presto smetterá di essere.

Dovresti dimenticare il fuoco…presto le ceneri fluttueranno nella brezza assonnata di un soffio di maggio.

Maggio 5, 2008 Pubblicato da Dirty Harry | prosa | | Ancora nessun commento.

Vi porteremo ovunque…

Essersi fatto paladino della questione Alitalia ha evidentemente creato le condizioni con le quali il Cavaliere si accinge nuovamente a governare alla sua maniera il nostro Paese. Dopo il ritiro di Air France, giustamente angustiata dalla cocciutaggine proverbiale dei dirigenti sindacali italiani e in parte anche per le fantomatiche cordate italiche, ci si é ritrovato da capo. Un nuovo prestito da 300 milioni di euro per la compagnia che babbo governo ha sborsato nuovamente nella speranza di non perdere questo patriomonio italiano in decadenza assoluta da quasi un decennio ormai. Il problema non é tanto quello di avere una compagnia nazionale, ma quello di evitare un licenziamento di massa di migliaia di dipendenti (quindi famiglie) che da un giorno all’altro potrebbero ritrovarsi letteralmente a terra senza il benche minimo benservito. Inevitabile peró porre una soluzione alla questione, dato che nemmeno appare giusto che percentuali consistenti dell’erario siano usate per mantenere in vita una compagnia parastatale che pecca di inefficienza in maniera impressionante. Le tasse servono per ben altro…

Il “me la vedo io” del Cavaliere presenta considerevoli problematiche o per lo meno interrogativi di non poco conto. Italiani o russi? Banche o compagnie aeree? Passera o Putin? Tedeschi magari? Non ci sono elementi concreti di nessun genere per stilare una lista precisa di possibili compratori ed il rischio é che si svenda veramente al compratore piú inserito nel network clientelista piuttosto che a colui che presenta un piano industriale credibile. L’opzione Intesa-San Paolo evoca un rischio chiaro ed evidente, la banca non pensa in termini di interesse nazionale, ma in meri termini di guadagno speculativo, se comprare Alitalia e poi spezzettarla o cancellarla risulterá finanziariamente piú appetibile, detta operazione verrá svolta senza troppe remore morali. Certo é un discorso ipotetico ma da non sottovalutare del tutto.

Certo é che l’opzione Air France non era certamente da osteggiare cosí violentemente…non era poi cosí male.

Aprile 22, 2008 Pubblicato da Dirty Harry | alitalia, economia, politica | , , | Ancora nessun commento.

Marea curiosa

Va considerato ogni dettaglio prima di fuggire. Vanno ricercate le trame latenti di questa sessione di esistenza fulgida e assurda, la rumorositá di un battito d’ali stanche, il leggero soffermarsi di una piuma sulla spalla, la voracitá del ghepardo, quel luccichio sommesso di maschere di stoffa e argento. Si rinchiude ogni cosa, seccamente, in un baule di cuoio e ferro, coi battenti vecchi in rame, un lucchetto d’armi laborioso, una fitta al cuore se lo spalanco.

Ostento deciso il coraggio, decido di saggiare la sorte, di ingannarla senza pudore,   perche va detto: questo tutto appare di troppo per me, inebriato dall’orgoglio che tracima nella mia gola, ora secca, ora fiacca, ora gelida. Provo pena per quest’anima travolta dal pensiero martellante di un alba leggera senza tramonti suadenti.

Smorzato dal vento e dalla sabbia, rovino precipitosamente sul profilo obliquo di un veliero di lino che cavlaca una duna stanca. Mi trattengo un eternitá, ma non ho tempo, il velerio volge ad ovest ed il vento mi spinge sommessamente, verso valle, discesa laboriosa senza senso. Sete.

Approdo fugace in quel porto dissestato, antico come era quel mare un tempo, furente come il mio incedere assente verso nord. Seguo una stella senza luce, offuscata dall’ occhio attento di un viaggatore amico che avvicina la sua mano aperta e fiera. Una sola peró non basta. Con occhi stanchi lo osservo silente, mentre egli sconsolato s’allontana da me, dal veliero, dal porto, in questo mare ocra di scheggie aguzze.

Ora corro, ma ho perso il tempo che portavo in tasca, l’ho perso pezzo per pezzo lungo questo cammino, lo devo aver confuso con la ghiaia che costeggiava il mare, morso dai gabbiani di cera che schiamazzano furibondi all’ombra di un salice dipinto di smeraldo. Ed ora vana é la mia fuga, il tempo perso mi raggiunge severo, il boia crudele di un urlo attonito, atroce, struggente. Cavalca un veliero di lino su una duna ora fiera, mentre un uomo annaspa nella sabbia di un oceano dimenticato. La sua mano é ancora aperta, ora la afferro…

Aprile 5, 2008 Pubblicato da Dirty Harry | prosa | | Ancora nessun commento.

Statico

Avere poco da dire, non siginfica che quel poco non sia dannatamente importante e ampiamente trascendente ai fini di una corretta considerazione della realtá soggettiva. In altre parole non ho troppa voglia di scrivere per oggi.

Marzo 16, 2008 Pubblicato da Dirty Harry | personale | | Ancora nessun commento.

Carnevale sottotono

Non ho comprato nessuna maschera quest’anno, non che lo abbia fatto gli anni scorsi, ma pareva necessario unirsi alla pagliacciata del teatro politico italiano che gorgheggia di cordiandoli, pernacchie e affilate punte di coltelli piantate nella schiena a destra e a manca.

Questo selvaggio panorama ottuso e lugubre di clientelismi, doppio-giochismi, gigantografie che colorano la strade con le solite facce, simboli che c’erano e ora hanno preso sembianze diverse per rivenderci una consapevole e cinica rimescolatura di idee ovvie, soluzioni azzardate e tasse che non fanno altro che aumentare. Ma non doveva emergere il sommerso? Magari capita solo con il Capitano Nemo.

Detto fatto, solito sproloquio inutile tra le parti, lí fra le porte marmoree di Vespa, seduti tutti sulle poltroncine color avorio che di pezzenti ne hanno ospitati anche troppi. Si ascolta con menguante attenzione ma é come accendere la tv e vedere la partita in differita, lo stato emotivo si appiattisce al di sotto della soglia della sopravvivenza, per i piú meglio guardare i soliti deficienti che annuiscono dentro alla casa del Grande Fratello; cristo santo…

Non ostate tutto Santoro si atteggia ancora in tv, forse centra poco con quanto detto, ma la Borromeo che fa la sapiente opinion leader qualcuno me la deve proprio spiegare, perché non la mando giú manco con l’acido muritico. Alla Rai dovrebbero aprire lo sgabuzzino, togliere le scope e gettarci a man basse i programmi inutili che ci obbligano a trangugiare con un canone da 106 euro. Baudo a San Remo é come fare un giro al Circo Massimo, solo rovine.

Politicando si giunge quindi nella caput mundi, ma volta oggi a scoraggiare il cittadino che lungi dal poter conferire con il potere ne é vittima inerme e attonita; mezze misure che assicurano il nulla, fondamenta di una societá lanciata verso il futuro su un trampolino che prima o poi finsce sul baratro; tutto lí da conclamare, da urlare, da incriminare, datemi una penna e ne faró un arma, ma ho bisogno di inchiostro, il sangue l’ho finito.

Buona notte Italia.

Febbraio 4, 2008 Pubblicato da Dirty Harry | giornalismo, politica | | Ancora nessun commento.

Serata

Ho fissato il cielo con assidua veemenza,  ma forse non é questa luna colei che cerco.

Gennaio 30, 2008 Pubblicato da Dirty Harry | prosa | | Ancora nessun commento.

Saved by the bell

Montezemolo non mi é mai stato simpaticissimo; lo dico da ora preventivando eventuali reazioni scontate da parte di chi legge queste poche righe. Da quando ha assunto tre presidenze diverse ho sempre espresso su di lui pareri che passavano dallo scetticismo per giungiere poi al menefreghismo piú totale, d’altro canto non sono un giovane imprenditore. Ne vecchio se non lo si fosse capito.

Sabato scorso peró, seduto a tavola ho avuto l’accortezza di accendere la tv su Sky Tg 24, sperando di poter alleggerire il pranzo un qualche sprazzo di cronaca nostrana ed invece mi é capitato sullo schermo il signor Luca Cordero, Convegno dei Giovani Industriali credo, mentre snocciolava un discorso che mi ha sinceramente colpito. Non capita spesso, anzi quasi mai.

Montezemolo chiedeva stranamente piú politica, laddove paradossalmente ne chiedeva meno. Saró piú chiaro, le sue parole erano uno spintone violento al buonismo del sabato italiano, al politico di Montecitorio, al sistema Italia stanco e annaspante, alla PA assurdamente onerosa, alla buropatologia bipartisan, all’antipolitica grillesca, alle marcette su Roma, ai dibattiti propagandistici in televisione, all’evasione fiscale e forse a quell’Italia che odiamo ma che ormai ci affoga. Chiedeva piú politica, quella seria, distinta, volenterosa, dannatamente pragmatica e meno ideologica; piú moderati e meno massmalisti (odio questa parola ma sembra vada di moda), meno partiti e piú azioni, maggioranze solide e minoranze attente ma non criminali.

Ero basito, ma attenzione non da Montezemolo, bensí dal fatto che mi ritrovavo completamente d’accordo con lui. Luca Cordero finalmente lanciava, da un palco autorevole, l’urlo di chi non vuole stare per forza con Grillo ma che allo stesso tempo di questo angolo di millenio all’italiana é ampiamente stufo. Ero con Montezemolo su tutto, dalle frecciatine all’incompetenza di Pecoraro Scanio, sino agli schiaffi in faccia a Bossi e al suo fantomatico esercito del nord. Nel suo porsi nei confronti della platea c’era un cenno di sfida, un cinismo, un’assenza pressocché totale di perbensimo che mi ha dato fiducia, per un attimo, in un esponente della classe dirigente italica.

Putroppo oggi il Corriere titola una frase di Mastella che parla di clima da neoterrorismo nel nostro paese ed allora giungo alla conclusione che il messaggio di Montezemolo non é arrivato alle orecchie di chi doveva; ma spero di non essere stato l’unico ad apprezzare (oltre al pubblico presente in sala, ma vabbe quello é scontato). Tra l’altro il nostro amatissimo Guardasigilli é entrato in piena polemica con le toghe, quindi a rigor di logica mi attendgo manifestazioni da parte dei magistrati e pagliacciate partigiane in stile resistere, resistere, resistere…vedremo.

Comunque, forse, e dico forse non é tutto perduto, sabato a pranzo l’ho capito.

Ottobre 7, 2007 Pubblicato da Dirty Harry | politica | | Ancora nessun commento.

Saggezza popolare

Non penso che il problema sia tanto l’essere pecora, ma piuttosto il fatto di seguire un pastore cieco.

Settembre 10, 2007 Pubblicato da Dirty Harry | popolare | | Ancora nessun commento.